AgriCultura - Farro

Farro d'Abruzzo: lunga vita all'antica tradizione del Triticum dicoccum!

La zona di produzione del farro comprende la fascia collinare interna e le zone pedemontane e montane dell’Abruzzo. II farro esprime il suo potenziale produttivo anche in ambienti alquanto marginali; si tratta di una coltura a bassissimo apporto energetico per il limitato numero di interventi colturali di cui necessita: apporti di concimi azotati, anche lievi, comportano l’allettamento della pianta e la mancata produzione. Per tale peculiarità, il farro, può essere incluso tra i prodotti che più facilmente possono essere ottenuti con le metodologie dell’agricoltura biologica; gran parte del farro prodotto nella zona vestina viene coltivato da aziende biologiche, ed in terreni poco fertili.

Viene coltivato quasi esclusivamente il farro medio, ovvero quello appartenente alla specie botanica “Triticum dicoccum”, caratterizzato da una spiga piccola, sottile, aristata e habitus primaverile.

Semina. Per le operazioni di semina, in genere autunnali ma possibili anche in epoca primaverile, vengono impiegati 200-250 semi per metro quadrato di superficie. Investimenti superiori espongono le piante a rischio di allettamento.

Raccolta. Si effettua da metà luglio, con la stessa macchina mietitrebbiatrice del frumento e con le opportune regolazioni dell’apparato trebbiante. La resa in granella “vestita” varia in funzione del tipo di farro medio coltivato; si aggira intorno ai 30 q/ha, con riduzione del 10/20% in agricoltura biologica, e da cui si ottiene dopo decorticazione una resa in granella nuda del 60 % circa.

Conservazione. la granella di farro viene conservata in locali identici a quelli utilizzati per gli altri cereali; trattandosi però di piccoli quantitativi provenienti da aziende spesso molto diverse tra loro per tecniche di coltivazione e varietà utilizzate, si preferisce lo stoccaggio all’interno di sacconi con capacità di 10 q.li cad., disposti in file longitudinali. Ogni saccone, o gruppo di sacconi, viene contraddistinto da un numero che ne caratterizza la provenienza.

Lavorazione. Il processo di lavorazione del farro, che prevede la decorticazione della cariosside, è generalmente di tipo artigianale e viene effettuata con speciali macchine a dischi; si ottiene un prodotto perlato o semi perlato che viene commercializzato tal quale.

Parte dei nostri raccolti sono destinati alla produzione di farina di farro, che ha diverse caratteristiche a seconda della destinazione d'uso. Citiamo, per esempio, la farina di farro per polenta, una prelibatezza andata scomparendo col tempo: l'unica farina per la vera puls, una polenta morbida e deliziosa, che veniva servita già nell'antica Roma. Il processo di lavorazione lascia inalterate le qualità del cereale, che risulta più digeribile.

Proprietà benefiche. Il farro ha un forte senso di sazietà, migliora la resa agonistica degli atleti, regolarizza la flora intestinale e i problemi della stipsi, apporta buoni quantitativi di Vitamina A, B, C, E, e di sali minerali come ferro, sodio, fosforo e calcio.